La Biro Verde

Essenzialmente non serve a nessuno…

Archivi per il mese di “settembre, 2010”

L’INVINCIBILE SIMONE

Il nostro ometto è più forte di un uragano…
Notizia di pochi minuti fa dalla mamma… Oggi è probabile che Simo sia spostato finalmente al nido!!!
Ora stanno controllando la disponibilità letti, ma sono ormai fiducioso…

Simone è guarito…
Ora può stare con la sua sorellina…

Anche Alessia segue il fratello…

Notizia fresca fresca…
Stamattina Alessia sgambetta nella culla SENZA la flebo…

Ma quante belle notizieeee!

Buongiorno BIMBI e buongiorno MAMMA….

FINALMENTE SIMONE RESPIRA DA SOLO

Ebbene si…

Ottime notizie per Simone… che fino a ieri sera se ne stava con quelle scomode cannette nel naso.

Oggi gliele hanno tolte e respira da solo…
Forza SIMO che ce la fai!!!!

Eccolo in tutto il suo splendore…

Anche Ale migliora e comincia a mangiare senza stare sempre male…
Eccola la nostra patatina…

Mi veniva voglia di chiedere alla piccina… data la fame da squalo che avevo….
“Che lo magni quello?”

Abbiamo fatto a pugni per l’ultimo sorso di latte ma ha vinto lei.
Devo fare un po di palestra… mmmm

A domani piccolini… siete tutto il mio universo ora… vi voglio un bene tridimensionale.

La mamma sta un pochino meglio, i punti tirano un po ma oggi si è anche lavata i capelli… FORZA MAMI!!!

Collage fotografico dei primi due giorni…

Ecco che spinto da una voglia di rivedere i miei cosini, faccio un bel collage di foto…

Una versione leggermente adattata al monitor giace imperiosa come sfondo del computer al lavoro…

Il secondo giorno…

Eccomi qui a “recensire” il secondo intenso giorno di vita dei miei eredi.

Alle 9:30 scendo a BS per registrare i bimbi.
“Purtroppo” il lunedì fanno passare avanti le mamme in dimissione, quindi ho fatto una simpatica coda all’ufficio preposto di due baldanzose ore.

Alle 11:25 torno a casa, per controllare il mio primogenito… IL PACO…
Appena il tempo di tirare qualche sgagno ad un pranzo abbastanza inutile (una panna cotta con caramello e uno yogurt… ma poi ho preso un CAFFE’!!!)

Alle 12:30 riparto in moto. Arrivo giusto all’una, orario di visita feriale.
Ad attendermi all’ingresso del nido trovo i miei suoceri con una bella piantina fiorita e mio fratello… e la nonna Dialma!
Andiamo dalla Miky e da Alessia…

Oggi è ancora piu bella…

Alle 14:20, una volta che i parenti se ne sono andati, scendo al bar per mangiare qualcosa di sostanzioso… in attesa delle 15 per poter andare da Simone.

Finalmente anche Michela può farsi portare in carrozzella giù in terapia intensiva neonatale…

Ecco il nostro cucciolotto…

Oggi sta un po meglio, migliora piano piano ma migliora.
La sera c’è il medico e rimandiamo le domande.

Ore 16:00
Torno a casa dal Paco e faccio cuocere lo spezzatino, scongelato sabato notte quando ancora non sapevamo cosa ci sarebbe successo… 🙂

Ore 17:45
Mi chiama la Miky e mi dice che dobbiamo parlare con il medico poichè Alessia mangia e vomita… e pesando circa 2,2 kg non è bello…

Ore 17:57
In sella alla inseparabile moto, parto di nuovo verso l’ospedale.
Appena arrivati scendiamo da Simone, giusto mentre arrivavano i nonni paterni Flavio e Franca.
Il medico dice che Simone sta guarendo, potrebbe anche farcela in altre 48 ore a lasciare la TIN… ma non ci da la garanzia perchè potrebbe anche volerci qualche giorno di più.

Alle 19:15 risaliamo in stanza nell’ora a seguire siamo in compagnia dei Nonni al completo, gli zii Marco e Marzia, la cugina Fede e i prozii Antonio e Anna…
Gli zii ci fanno dei bei regali… vestitini e cornici per foto…

Alle 20:20 veniamo informati dal medico che Alessia avrà bisogno della Flebo e di un ciclio di antibiotici per 5 giorni.
Primi segnali di telepatia gemellare? Bah….

Alle 20:30 l’ostetrica ci fa entrare al nido e ci dice che se vogliamo possiamo restare ad assistere all’inserimento dell’ago per la flebo.
La Miky rifiuta per paura di stare male… io accetto di stare accanto a mia figlia.

Le accarezzo la testina e le faccio stringere le mie dita con le sue manine mentre la dottoressa esegue la ricerca della vena, cosa difficile in una bimba così piccola.
Infatti il primo tentativo fallisce e la bimba piange tra il dolore e la paura…
Ma c’è il papà….  forza!!!!…. Farei di tutto per la salute dei miei bimbi.

Il secondo tentativo va meglio e la vena c’è.
La bimba si calma e mugola appena, mentre succhia il ciucciotto con foga…

Finalmente me la danno in braccio e la mia voce… così strana evidentemente, in un posto di sole donne…. la calma e la incuriosisce e gli occhietti vispi mi cercano…
Le parlo piano e faccio delicatamente naso-naso…. sembra quasi che sorrida contenta…

Michela piange ancora da prima, da quando la sentiva piangere mentre le infilavano l’ago…

Alle 20:35 le fanno la prima dose di antibiotici e, mentre l’infermiera me la “strappa” dalle braccia per metterla nella termoculla, Alessia piange… non voleva lasciare il suo papà…. mama che bello….

Alle 20:45 faccio rotta verso casa, un po preoccupato per la salute dei bimbi ma immensamente felice per queste due meraviglie.

Domani si torna al lavoro, ma ormai la mia vita ha un altro sapore e so che lavoro per loro… tutto comincia ad essere più leggero e qualsiasi cosa accada… IL SOLE SORGERA’.

Alla prossima.

Nicola, Michela, Alessia e Simone…. e Paco…

Ah… dimenticavo… Lo spezzatino era buonissimo…

Nessuno ci avrebbe mai pensato…. BENVENUTI ALE e SIMO!

Alessia e Simone sono nati stamattina alle ore 10:35.
Cronologia del giorno 19-09-10:

Ore 00:12
Nicola è sveglio e gioca con la wii, Michela si sveglia per fare la pipi e nota una piccola perdita di sangue.

Ore 00:25
Si va al pronto soccorso pediatrico: Ecografia, tamponi e monitor. Sembra tutto ok.

Ore 01:15
Michela si reca dal ginecologo in pronto soccorso per firmare le ultime carte, pareva un falso allarme, quando ha la sensazione di piccole perdite vaginali.

Ore 01:20
Mentre si sta rimettendo sul lettino per un controllo, si rompono improvvisamente le acque.

Ore 01:35
Si decide per il trasferimento a BS, poichè pare che i bimbi siano sotto i 2 kg. (è la prassi).

DA ORA IN POI GLI ORARI SONO IPOTETICI, IL MIO CERVELLO HA COMINCIATO A RICEVERE TROPPA ADRENALINA PER RICORDARE TUTTO…

Ore 2:00
Trasferimento con Croce Bianca a BS.

Ore 2:20
Inizio monitoraggio e analisi per valutare quando fare il cesareo.

Ore 6:20
Ancora sotto monitor, non si sa nulla.
Cotto come un brasato, vado a casa a dormire un paio d’ore.

Ore 9:20
Michela mi chiama e mi comunica che l’anestesista sta preparando… il cesareo è imminente.

Ore 9:22
Contemporaneamente mi vesto, faccio colazione e insacchetto i cambi per i primi 6 giorni di vita dei bimbi.

Ore 9:35
Sono in auto, la fusion fa le fiamme per strada come l’auto di ritorno al futuro.

Ore 9:50
Arrivo all’ospedale e salgo. Michela sta entrando in sala operatoria proprio in quel momento, riesco a salutarla di sfuggita.

Ore 10:38
I miei figli escono dalla sala parto nel classico carrellino in plexiglas… Li vedo per la prima volta. Non ci sono parole per descrivere la situazione, dico solo che ho pianto.
Stanno bene, pesano 2,2 kg circa.

CLICK SULLE IMMAGINI PER INGRANDIRLE

Alessia

Simone

Ore 11:15
Dopo l’ondata di parenti, SMS, telefonate… salgo in sala post-parto da Michela…
Come entriamo vomita. Alè.

Ore 14:20
Assalito da una fame disumana, e dilaniato da un mal di testa fuori dai canoni, scendo al bar a mangiare qualcosa.

Ore 14:35
Risalgo e sto di nuovo con la mamma… che nel frattempo vomita altre 2 volte.

Ore 15:00
Veniamo avvertiti che Simone è stato trasferito in TIN (Terapia Intensiva Neonatale) per difficoltà respiratorie; mi chiedono di scendere in TIN tra una mezz’oretta.

Ore 15:22
Scendo in TIN
Mi fanno lavare le mani come fossi un chirurgo, indosso il camice monouso e i copriscarpa.
Entro con un nodo in gola grande come un camion e un’ansia che non ho mai provato in vita mia.
Le lacrime di preoccupazione si trattengono a stento… e il naso comincia a sgocciolare.

Entro nella saletta e vedo Simone nella termoculla. Una lacrima parte.
Mio figlio:

I medici ci assicurano che è abbastanza normale per un parto gemellare prematuro e con rottura delle acque, nulla di grave.
Sotto osserazione e con quel coso nel naso per almeno 48 ore.
Rettifica dei pesi: 2,5 kg la Alessia, 2,2 kg il Simo.

Ore 15:45
Risalgo dalla Michela e le racconto il tutto.
Siamo preoccupati ma fiduciosi, siamo in uno degli ospedali migliori d’Europa.

Ore 16:15
Michela viene finalmente portata via dalla sala post-parto. La portano al Nido B, letto 24.
Alessia è a pochi metri da lei, dietro un vetro.

Ore 16:40
Il mal di testa mi sta dilaniando e decido di fare una sortita a casa per riposare un po.
Uscito dall’ospedale avverto anche dei capogiri e gli occhi stanchissimi.
Per la mia incolumità, scendo con la macchina nel parcheggio sotterraneo dell’ospedale e, sedile abbassato, dormo fino alle ore 18.

Ore 18:10
Torno in TIN e vado a trovare Simone.
Mi spezza il cuore vederlo li così. Gli occhi rossi e un patema mi rattristano… ma sono al tempo stesso sereno….

Ore 19:00
Salgo da mia moglie…
Cotta!
Preoccupata per la sua debolezza, le assicuro che entro 2 giorni starà molto meglio…

Ore 20:00
I parenti se ne vanno e restano solo i papà (6 letti per stanza…)
Arriva l’0stetrica con un carrellone con dentro i bimbi…. e li da ai rispettivi genitori.
Alessia manca perchè è nell’incubatrice… Le parole non servono per descrivere la nostra tristezza… la voglia strozzata di abbracciare Alessia…

Ore 20:10
L’ostetrica mi invita ad entrare nel nido con solito camice e copriscarpe e mi fa prendere in braccio mia figlia.

La magia dell’attimo in cui prendi per la prima volta tra le braccia tua figla è … è … io non so come dirlo…. se quello è il paradiso, vado a messa tutti i giorni…
La pura essenza della felicità.
Il resto del mondo, d’un tratto, è diventato insignificante.
Tutto il mio universo era in quella cosina che tenevo tra le braccia e mi guardava a stento con degli occhietti curiosi… so che non vedeva, ma sentiva la mia voce e cervaca di seguirla con lo sguardo.

Non esisteva più mal di testa, stanchezza, preoccupazione, dolore, ansia… niente è paragonabile a quell’esperienza… e ho ancora da abbracciare SIMONE, e sarà di nuovo una gioia impagabile.

Michela non si aspettava che arrivassi in camera con la nostra Alessia in braccio… Anche sul suo volto, come l’ha vista, si è dipinta la felicità e l’amore di una mamma. Non c’era più niente oltre ad Alessia e Simone….

Spettacolare.

Il vostro papà vi vuole già un mondo di bene piccolini…. e mi mancate così tanto.
Buonanotte e a domani.

12 ottobre?

Alessia e Simone.
I nostri due primogeniti… e anche ultimogeniti si spera… nasceranno con parto cesareo in tale data, se tutto è confermato il 29 settmbre…

Manca meno di un mese….

CHE EMOTION!

The last trail….

Ecco l’emozionante video del primo agosto 2010, girato tra Polaveno, Iseo e Endine.
Scene ON BOARD della mia TRANSALP e tanto altro.

5 minuti di bontà in olio di oliva.


Facebook Malattia (e gli altri social network)

Premessa:
Con un quaderno puoi uccidere una mosca, accendere un fuoco, scrivere appunti.
Se puoi farlo non significa però che sia corretto.
Infatti il quaderno nasce per portare appunti.
Tutti gli altri usi sono possibili, ma sbagliati.

Conoscevo una ragazza.

Conoscevo una ragazza che, come tante altre ragazze nel fiore degli anni, era un po’ timida ma anche un po’ curiosa.
Ogni tanto le piaceva fare un giretto in bici, nei tiepidi e tranquilli pomeriggi tardo-primaverili.
Parlava poco, ma se le andava era una buona compagna di chiacchierate.
Le piaceva la compagnia come la solitudine; stava insieme ad amici e parenti in modo forse un poco chiuso, ma comunque presente e attivo, mentre in solitudine cantava.
Non importa se la canzone veniva un po’ stonata, ma cantava.

Era anche il tempo, ricordo, in cui a Natale si occupava PERSONALMENTE nella scelta dei regali da fare alle persone più vicine, me compreso.
Nonostante non godesse ancora di una sua libertà economica, aveva comunuque la buona e genuina volontà di pensare a tutti!

Quando veniva a trovarci stava accanto alla sua sorellona, accoccolandocisi sul divano guardando la TV; oppure assieme al sottoscritto per mordaci partite con i videogiochi.
A volte aveva un gradito spirito di iniziativa: ricordo come fosse ieri quando mi chiese se la portavo a fare un giretto in moto!


Il bozzolo.

Oggi…
Oggi questa ragazza è mutata.
Generalmente le ragazze, verso i 18 anni, sono come le farfalle che escono dal bozzolo e si riscoprono femmine.
Ma non è questa, ahimè, la mutazione che ha subìto.

Viceversa, sembra sia tornata in uno stadio larvale, chiudendosi in un bozzolo al riparo dal mondo esterno.
Questo bozzolo è etereo, trasparente, impalpabile.
Si chiama Social Network.

Ore e ore china su un netbook che prima o poi le chiederà il conto in termini di salute ossea, oculare e sociale.
Con le mani in una posizione a dir poco agghiacciante e disumana, passa rapidamente dalle lettere della tastiera al mouse pad per saltare da Facebook a Netlog, da Badoo a Messenger… tutti aperti contemporaneamente.
La sua libertà, che tanti possono solo sognare…
La sua gioventù, che tanti possono solo ricordare e rimpiangere…
Il suo tempo libero che NESSUNO le darà mai più indietro, una volta finita la scuola…
Tutto risucchiato in un vortice affascinate quanto mortale chiamato Social Network.
La scuola…
E’ stata rimandata in settembre, in IV superiore…
Durante l’estare era troppo occupata a curare il suo luccicante (ma fintissimo) bozzolo per curarsi di riparare le materie azzoppate.
E così si è presentata agli esami di recupero senza sapere nulla.
Bocciata.

Ecco il PRIMO TRIBUTO che ella deve pagare per il Social Network.
Il Sistema ha preteso qualcosa in cambio alle ore passate a “divertirsi” su internet, in barba al suo naturale dovere sociale di studiare.
Dovere Sociale… Nei confronti dei suoi genitori, che la mantengono in tutti i sensi e che spendono fior di quattrini per mandarla a scuola, darle un diploma che per i prossimi 40… 50… 70 anni le permetteranno di non chiedersi quanto fosse stupida, e di costruirsi un futuro più sopportabile, un lavoro piacevole e una libertà economica per lo meno sufficiente.
Sociale… Nei confronti della sua stessa intelligienza, che dovrebbe mettersi al sevizio della comunità, perchè il bene comune deriva inscindibilmente dal bene del singolo.
Sociale… Lei sta appunto “studiando” nel ramo… potrebbe diventare una maestra di asilo nido.
Ma chi affiderebbe i propri piccoli ad una maestra con un tale curriculum scolastico? Io no.

Una ragazza così bella, così fortunata.
Ora non è altro che uno squallido profilo su un social network.
Ecco cos’è diventata.
Non è più una persona, è un profilo.

Social Network… (da ora SN) Un mondo luccicante di minigiochi, pagine divertenti, foto suadenti… TUTTO FINTO. FINTISSIMO.

Centinaia di amici che nemmeno sai chi sono e non ricordi come mai sono diventati tuoi amici.
Vetrina di immagini e foto tutte simili, che ritraggono le persone in modo da far vedere solo i loro lati migliori.
Amici che fanno solo massa, numero… quasi sia una dose giornaliera di una droga che comincia a prendere il sopravvento sulla tua volontà.
Una cortina di fotografie che in confronto il cimitero di Londra sembra un quadro astratto.
L’unico segnale che il cervello funziona ancora è l’impulso ormai involontario di continuare a cliccare il pulsante per aggiornare la bacheca, o per sbirciare convulsivamente i messaggi e le pagine degli “amici”.

Amici?
E chi sono?
Nella migliore delle ipotesi sono persone che conosci da qualche mese.
Mi rivengono in mente quelle massime che voi ragazze amate dipingere sui diari… una tra tante:
“Non basta una vita intera per conoscere una persona”.
Verissimo.
E una persona che conosci da una manciata di giorni la chiami “AMICO”?
Il termine corretto è conoscente.
Io e lei da quanto ci conosciamo? 12 anni.
Davvero pensa di conoscermi bene? Io non credo… e sono 12 anni.
Nella peggiore delle ipotesi, invece, sono assoluti ignoti.
Che senso ha? Tutto nella vita deve avere un senso.
Riesce a dare un senso agli oltre 200 “amici” perfettamente sconosciuti?
E’ o non è un paradosso?

Non so se si rende conto del danno che si sta facendo.
E’ una ragazza orgogliosa: so che se sta leggendo queste righe pensa che io stia esagerando, che non è vero che passa troppo tempo sui SN…
Ma cosa farebbe se per una settimana l’accesso ad internet le fosse negato?
Sarebbe in grado di organizzarsi una settimana senza SN?
Cosa potrebbe mai fare in un mondo che offre infinite attività, da sotto ai tuoi piedi fino a guardare le stelle?
Credo proprio che non saprebbe… non sarebbe più capace di concepire una sola giornata senza controllare il suo profilo sui SN.
E anche se ne fosse forzata, sentirebbe il desiderio più o meno intenso ed esplicito di tornare nel suo bozzolo… un desiderio tanto forte quanto inconscio e insospettabile.
La prova più evidente di tale assuefazione risiede in una sua stessa frase, detta al ritorno dopo una settimana di tirocinio scolastico lontana da casa: “Finalmente torno dal mio computer.”

Amicizie virtuali, false, non reali… ormai hanno la meglio sulle amicizie reali.
Non partiva da un posto lasciando amici, tornando in un posto dove ci sono persone VERE che le vogliono VERAMENTE bene.
No.
Il suo computer.
E se si rompe? Funerale e lacrime? Vestita a lutto per un anno?

Vederla ridotta ad uno squallido profilo mi spezza il cuore.
Mi fa preoccupare.
Sta costruendosi un futuro che non esiste.

E si che non è stupida, anzi…
Ma come spesso accade, l’intelligenza e la volontà possono essere tanto alleate quanto arcinemiche.
L’epilogo è abbastanza semplice.
La volontà è più forte dell’intelligenza.
Se essa non vuole collaborare, l’intelligenza da sola non basta.

Il social network, pian piano, ti inghiottirà.

So che i consigli sono duri da digerire.
E diventano scomodi quando non lo hai nemmeno chiesto, il consiglio.
Diventano anche fastidiosi quando toccano un nervo scoperto della propria personalità errata.
La tua coscienza ti sussurra che… ma tu non hai orecchio.

Ma per stavolta, Marzia, accetta il consiglio.
Fatti un po di autocritica e pensa.
Se tutte le persone che ti conoscono meglio, che ti vogliono più bene, che ti sono da sempre e per sempre vicine ti dicono che stai sbagliando…. e sono persone che hanno visto molte più cose di te, hanno ossa, testa e cuore pieni di cicatrici per tutti gli errori che hanno fatto in gioventù… e stanno cercando NON di ROMPERE LE BALLE, ma di PROTEGGERTI da quelle stesse ferite che loro portano, pesanti come macigni, con loro… beh… non ti viene il sospetto che possano avere ragione?

“Solo due ore alla sera”
“Cambio la password al router”
“Ti porto via il computer”

A te sembrano minacce.
Le interpreti così perchè ti danno fastidio.
In fondo al cuore sai che non sono atte a farti del male, ma tu ora ti senti “GRANDE”, pensi di non essere più quella ragazza ingenua di “una volta”… che hai aperto gli occhi… che sai riconoscere cose che prima non vedevi e bla bla bla.
Pensi di essere autosufficiente e di essere padrona della tua vita.
Ma devi ancora scoprire che “essere padroni” non significa “fare ciò che vuoi”, bensì “fare ciò che devi”.
So che non riesci ancora a concepire e, soprattutto, accettare il concetto.
Te ne accorgerai presto.
Stai prendendo alla leggera il fatto di dover ripetere la Quarta superiore.
Non sarai così menefreghista quando, cercando lavoro, scoprirai che questo tuo “fare ciò che vuoi” ti ostacolerà. E allora capirai che la tua libertà è strettamente legata al tuo dovere.

Se non fai quello che devi, limiti la tua libertà.
Purtroppo questa causa-effetto ha tempi di reazione molto lunghi, ma ti voglio fare un esempio più concreto.

Tu puoi decidere a che ora spegnere la luce, la sera.
Oppure DEVI adattarti in base all’ora di sveglia?
Lo hai provato sulla tua pelle.
Andando a dormire all’ora che vuoi, paghi le conseguenze il giorno dopo.
Non solo. Avendo anche il ciclo mensile, un sonno sregolato amplifica il dolore.
Sei ancora convinta che la tua scelta di “volere” sia saggia, rispetto al “dovere”?

Io sono preoccupato.
Tua sorella è preoccupata.
Tua mamma è preoccupata.
Tuo papà e a suo modo anche tuo fratello…
Tua Zia, tua nonna…
Alcune persone manifestano questa preoccupazione urlandoti di spegnere il PC, altre ti punzecchiano con frecciatine, altre si rattristano, altre non dicono nulla e soffrono di nascosto.
E’ questo quello che vuoi?

Alla fine di tutto che contributo pensi diano questi SN alla tua crescita sociale e culturale?
Cosa ti danno a fine giornata?
Sei soddisfatta o porti dentro un sottile senso di infelicità?
Un senso di… qualcosa che non c’è?

Quando scoprirai il POTERE degli stimoli, capirai cosa NON è un mondo fittizio.
Uno stimolo è quella cosa che ti fa salire l’adrenalina, che ti fa battere il cuore, che ti fa piangere di gioia o di commozione, che ti fa gioire per il vento nei capelli, per la risata di un amico, per la velocità lungo l’asfalto, per una partita a carte, per una serata genuina con chi ti vuol bene….
Gli stimoli sono il nettare della nostra voglia di vivere, del nostro sentirci parte di un mondo che ha tante cose da correggere, ma che è anche meraviglioso.
Ed è tutto li, ad un metro dal tasto POWER di questo stesso PC su cui stai leggendo.

Sii davvero la ragazza che vuoi essere.
Spegni.

Ci sono cose che il tempo non può accomodare. Ferite talmente profonde che lasciano un segno. (LoTR)

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